Il momento più forte? Non è stato un acuto, ma il silenzio sospeso prima dell'ultima scena: il battito del nostro cuore, la voglia di scoprire il finale della storia d’amore tra Violetta e Alfredo che sognavano il loro futuro insieme a Parigi.
L'incantesimo si dissolve, i sogni svaniscono e Violetta muore. Con il respiro trattenuto, il silenzio ha raggelato l'atmosfera e, con la fine di una storia d'amore che speravamo eterna, si è conclusa l’Opera.
Uscire dal Petruzzelli e tornare al rumore della città è stato difficile: il tempo sembrava essersi fermato, erano passate molte ore, affascinati da tanta bellezza, compresa quella del Teatro. Non abbiamo avuto bisogno di utilizzare i nostri telefoni, ci è bastata solamente la voce degli attori per dimenticare ciò che accadeva fuori.
Ci siamo catapultati in un mondo nuovo ai nostri occhi: abbiamo scoperto il valore di un’Opera epocale, La Traviata di Giuseppe Verdi. Siamo rimasti affascinati dalla bellezza delle scenografie, che ricordavano i lussuosi appartenenti dallo stile eclettico del secolo, e altrettanto incantati dai costumi tipicamente ottocenteschi. Impressionante la potenza delle voci degli attori e la maestosità dei suoni orchestrali.
I nostri occhi e le nostre orecchie non guardavano e non sentivano altro, e io, ipnotizzata e rapita dalla scena, ho vissuto come in un sogno tutta la magia del teatro.
Ci siamo catapultati in un mondo nuovo ai nostri occhi: abbiamo scoperto il valore di un’Opera epocale, La Traviata di Giuseppe Verdi. Siamo rimasti affascinati dalla bellezza delle scenografie, che ricordavano i lussuosi appartenenti dallo stile eclettico del secolo, e altrettanto incantati dai costumi tipicamente ottocenteschi. Impressionante la potenza delle voci degli attori e la maestosità dei suoni orchestrali.
I nostri occhi e le nostre orecchie non guardavano e non sentivano altro, e io, ipnotizzata e rapita dalla scena, ho vissuto come in un sogno tutta la magia del teatro.
Maria Raguso
Classe 3^A
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